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7 motivi per cui dovreste recuperare Utopia

7 motivi per cui dovreste recuperare Utopia

Alcuni prodotti  migliorano col tempo, come il whiskey o il sottoscritto, Utopia rientra di diritto in questa cerchia

 

Assolviamo chi non sapesse di cosa stiamo parlando quando citiamo Utopia, giusto perché la serie in questione risale ormai a 8 anni fa, ben prima che Netflix e Prime Video facessero capolino sul territorio dello stivale. Show di produzione inglese, si tratta di un dramma cospirativo ambientato in un futuro prossimo, tra Londra e le campagne circostanti. Un gruppo di persone venute in contatto quasi per caso, dovranno cercare di sopravvivere ad un’organizzazione segreta e senza scrupoli. Questo il quadro generale.

Gli americani, noti egomaniaci, hanno tentato l’anno scorso un remake in salsa stelle e strisce, fallendo miseramente e come ampiamente preventivabile. Suggerisco quindi di ignorarli ed orientarsi verso le coste della cara vecchia Albione per il titolo originale. “Ma scusa, perché con il costante e quotidiano bombardamento seriale cui siamo sottoposti, dovremmo metterci a guardare qualcosa di vecchio?”. Domanda legittima, a cui risponderò in 7 comodi punti così da risparmiarvi l’estrema fatica data dal pensiero critico:

  1. Fotografia, la prima cosa che salta all’occhio. Colori saturi all’estremo, paesaggi evocativi e scene  simmetriche, il colore giallo come tratto distintivo. Fotografia allo stato dell’arte.
  2. Violenza. Splatter, brutale, sadica. Vale per tutti, neanche i bambini vengono risparmiati.  Utopia celebra la violenza con un misto tra Tarantino e il distacco tipicamente nordico.
  3. Attualità. Quale momento migliore per vederla se non questo, dove teorie complottiste si susseguono un giorno sì e l’altro pure? Non cita direttamente Bill Gates, Soros e 5G, ma tratta di vaccini e sterminio programmato. La sciura Maria di Vimercate potrà così avere ulteriori argomentazioni per i post polemici su Facebook, spiegando come andrebbe organizzata la sanità pubblica durante una pandemia mondiale.
  4. Humor nero. Chiunque abbia mai guardato qualcosa girato e recitato dagli inglesi capisce di cosa stiamo parlando. Così non fosse, preparatevi a sarcasmo da far gelare il sangue.
  5. Colonna sonora. Interamente composta da Cristobal Tapia De Veer, si tratta di una delle migliori original soundtrack mai scritte. Cruda, ipnotica, incalzante.
  6. Brevità. Perfetto materiale da binge-watching come solo le serie brit sanno essere, parliamo di 12 episodi spalmati su due stagioni. Insomma, la domenica perfetta vi attende.
  7. Personaggi. Disfunzionali, grotteschi, assurdi e verosimili, il parco attori copre ogni sorta di genere e tipo. Menzione particolare per Arby, sociopatico ossessionato dall’uvetta al cioccolato.

Concludo tutta sta manfrina dicendo che al momento la serie non è disponibile in Italia, potreste però cercarla su siti bizzarri o scaricarla con mezzi che NON CONSIGLIERÒ, avendo profondo rispetto ed estremo timore della polizia postale.

P.s. Where is Jessica Hyde?

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