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Master of None – Moments in Love

Master of None – Moments in Love

La sensazione che si prova dopo aver visto questa terza stagione di Master of None, che più che un seguito sembra uno spin-off, è strana. Un ibrido dramedy co-ideata da Aziz Ansari che grazie alla serie si è portato a casa un Golden Globe come miglior attore in una Comedy e due Emmy per la miglior sceneggiatura: uno per l’episodio della prima stagione “Genitori”, e per  l’episodio “Il Ringraziamento” della seconda stagione, scritto insieme a Lena Waithe che subentra in questo terzo ciclo di eventi prendendo le redini dello show. 

La terza stagione arriva dopo ben quattro anni. Ritardo che ormai siamo abituati ad accostare alle problematiche COVID, ma in realtà questa volta è diverso. Lo slittamento dell’uscita solo ora – dal 23 maggio 2021 su Netflix – è dovuto a uno scandalo legato ad Aziz Ansari, accusato di molestie sessuali.
L’atmosfera dietro le quinte si palesa parecchio nella stesura co-scritta tra Aziz e Lena Waithe e sopratutto nella regia. Tutti e cinque gli episodi sono stati diretti dall’attore-stand up comedian di origini indiane.
Il centro di questa storia di 192 minuti divisa in cinque capitoli, è la relazione tra  due donne trentenni sposate che vivono in una casa fuori città, tra cibo a km 0 , orto, allevamento, benessere naturale e amici.

Se nelle prime due stagioni il personaggio interpretato da Ansari – Dev – era il fuoco della narrazione, in questa stagione compare in pochissimi minuti e lo vediamo anche inquadrato spesso in lontananza, quasi di sfuggita, insistendo molto anche a livello di regia che l’attenzione è su altri personaggi.  

La trama si focalizza sulla relazione tra Denise – interpretata da Lena Waithe – e la compagna Alicia – interpretata da Naomi Ackie, già protagoniste dell’episodio “Il Ringraziamento”. Una storia tra alti e bassi,  una narrazione a tratti lenta ma che ci accompagna dentro questa relazione pura, vera e potente con tanto di problemi legati all’infertilità e la loro crescita personale di coppia e individuale. 

Se Master of None nelle prime due stagioni aveva una velatura comica dietro al dramedy, grazie ad Ansari e al suo talento da stand-up comedian, in questi Moments in Love non si ride molto, anzi non si ride affatto. Denise eredita il Master Of None da Dev, ovvero le persone capaci di tutto e niente, nonostante abbia scritto un libro divenuto best seller del New York Time, ora si ritrova in un baratro di desolazione al quale non riesce andare oltre. 

Da sottolineare come membro quasi presente in scena che diventa metafora delle sensazioni dei personaggi è la regia di Ansari. Camera fissa, inquadrature su dettagli e oggetti simbolo dello stato d’animo. L’ambientazione  di campagna e simboli. Rari movimenti di macchina e questa camera ferma immobile quasi a farci sembrare ancora più spettatore di quanto non lo siamo già, ma un pubblico attento che percepisce ed empatizza con i personaggi e prova forti emozioni. 

Particolare interesse non va alla noia rappresentata da Denise, con cui lotta tra una canna e l’altra, ma al personaggio determinato e forte di Alicia. L’episodio a lei dedicato è forse il più intenso, impegnativo da digerire e appagante di tutta la stagione. Ancora una volta si è lontani dagli stereotipi in una scrittura di qualità, che però ha risentito inevitabilmente del caos dietro la macchina da presa. 

Una risata amara alla vita che per noi millenials è uno specchio totale della nostra rappresentazione. 

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